Vuelta a España 2026, Matthew Brennan sulle condizioni di caldo estremo: “Cosa stiamo facendo? C’erano 44 gradi, aspettiamo che qualcuno finisca in ospedale?”
La tappa numero 15 della Vuelta a España 2026 è stata caratterizzata da temperature abnormi. Il caldo fuori scala che ha colpito l’Europa occidentale in questi mesi non sta mollando la presa neppure con l’arrivo di settembre e per la tappa di domenica 6 settembre, disputatasi in una zona già di suo tradizionalmente molto calda come l’Andalusia, gli organizzatori hanno deciso di tagliare il chilometraggio previsto. Le temperature, però, quelle sono e quelle sono rimaste, tanto che i corridori hanno dovuto gareggiare in condizioni a dir poco proibitive, con il termometro che è arrivato anche a quota 44°.
In gruppo c’è chi non l’ha presa per niente bene. “Una tappa come oggi proprio non la rifarei – le parole di Matthew Brennan, uno dei corridori più rilevanti in corsa, raccolte da Eurosport – Dài, abbiamo avuto una temperatura media di 41 gradi. Media, sottolineo. Sulla salita all’inizio del percorso di gradi ce ne’erano 44. A quel punto ti viene da chiederti: ‘Cosa stiamo facendo qui?’“.
Il velocista della Visma|Lease a Bike, già vincitore di tre tappe in questa Vuelta, è molto schietto nell’esporre il suo punto di vista: “Un impiegato in ufficio deve avere 20 gradi o giù di lì. E sono sicuro che i signori dell’Unione Ciclistica Internazionale nei loro uffici avranno quella temperatura. Quindi, quando penso che noi siamo qui a lottare per loro… Di certo non è l’ideale. Lo facciamo e proviamo a offrire uno spettacolo. Però, non sarebbe una sorpresa se qualcuno stasera dovesse finire trasportato in ospedale con un colpo di calore”.
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